Imbiss Kultur 10: dove mangiano gli Chef a Berlino?

71HGHuQ0RnLProbabilmente il vero foodie non è chi vuole mangiare bene in ogni parte del mondo, ma piuttosto chi riesce a mangiare bene ovunque. Metteteli all’ultimo piano di un grattacielo nel cuore di una metropoli elettrizzata di luci o in un villaggio sperduto della Val Brembana (un campanile e due mucche, per chi non conosce le zone) e state sicuri che riusciranno a scovare comunque una segreta prelibatezza.

Anche per Berlino quindi, arcinota capitale della “patata lessa con contorno di patata lessa” e degli “gnocci (sic!) gorgonzola con cappuccino”, c’è qualche speranza.

A dircelo sono alcuni degli Chef più quotati del momento che hanno raccolto le loro esperienze di viaggio e gusto in una corposa guida per foodies pubblicata da Phaidon Where Chefs Eat, indicando – città per città – i loro posti preferiti e le loro raccomandazioni sui menù. Insomma è un po’ come farsi portare a cena dai cuochi più bravi del mondo!

Ma per prima cosa disfiamoci di un pregiudizio: gli chef non mangiano solo al ristorante stellato Michelin, anche loro a volte hanno voglia di unto e non disdegnano le bettole. Se poi la cucina di strada è piaciuta non si vergognano certo a confessarlo. Ad esempio ho scoperto che quando lo chef viene a Berlino e ha voglia di hamburger anche lui – come me – sceglie l’untissimo Burgermeister (costruito in un ex-pisciatoio sotto il ponte della U-Bahn). Quando vogliono una pizza al trancio vanno anche loro – come me! – da Pomodorino in Strassmannstrasse. Per il currywurst vince il solito Curry 36 a Mehringdamm (io preferisco il kebab di Mustafa’s, proprio lì accanto, ma io non sono chef, quindi non fidatevi di me. Gli chef invece il kebab lo vanno a mangiare da Pamfilya a Wedding – vedete che naso sottile hanno ‘sti chef stellati, hanno già capito che Kreuzberg e Neukoelln sono oramai vorbei e il nuovo quartiere turco – e chic – di Berlino è lassù a nord).

Per il brunch gli chef vanno – come tutti – a Prenzlauer Berg, Anna Blume e Tauro sono i locali segnalati. Per chi vuole un’esperienza più particolare (e non digerisce più gli hipster e i nanetti biondi di Prenzlauerg) suggeriscono invece la colazione tedesca da Patio, un ristorante battello a Moabit, bello specialmente d’estate.

A Prenzlauerberg pare si mangi bene anche la carne, da The Bird (una steakhouse) e Filetstueck (dove la macelleria e la gioielliera si sposano in un bistrò che abbina lampadari di cristallo a tranci di carne appesa al gancio, splatter-chic).

Gli amanti della cucina asiatica troveranno a Berlino una scelta vastissima, Monsieur Vuong però gli Chef non lo nominano (che sia già tramontata la sua stella?) e gli preferiscono invece Le Coq d’or (un thai di Friedrichshain che a me da fuori pareva persino “truzzo”), Good Friends (cinese e cantonese) e Kuchi (per il sushi).

Ci sono ovviamente anche nomi italiani, come il succitato Pomodorino e il suo attiguo Saporito, come il famosissimo Il Ritrovo (e i suoi affiliati da sempre caposaldi della cucina nostrana a Berlino) e come Lavanderia Vecchia, un ristorante che ha aperto nella Flughafenstrasse colonizzando una zona non proprio bellissima di Berlino, ma imponendosi con la raffinatezza dei suoi menù (pure a pranzo si mangia bene, spendendo molto meno) e dei suoi interni, piacerà anche a chi non ama mangiare italiano all’estero.

Quando invece gli chef vogliono stare tra di loro e pasteggiare tra le stelle, i nomi che spuntano nella rosa dei locali premiati dalla guida Michelin a Berlino sono due: Facil, nell’hotel Mandala in Potsdamer Platz, e Vau. Qui ovviamente bisogna prenotare con molto anticipo (se pensate di cenare lì durante le vacanze di Natale prenotate ORA), il conto sale (ma meno di quanto vi aspettereste) e – finalmente – potrebbe capitarvi di mangiare qualche piatto tipico tedesco.

Perchè se c’è qualcosa che colpisce in questa selezione è proprio l’assenza della cucina locale. Sono presenti nella squadra mitteleuropa Sissi – che però è più austriaco – e Bieberbau – a Ovest, perché anche il mito di Berlino Est, Est, sempree solo Est va un po’ sfatato. Ma un ristorante tipicamente crucco proprio non c’è. A parte Curry 36: una salsiccia coperta di ketchup e spolverata di curry da mangiare con le mani o usando tutt’al più le pommes (patatine fritte) a mo’ di posata. Insomma agli Chef Berlino piace così: per strada, semplice, veloce e un po’ hardcore (il currywurst, si sa, non è un piatto per stomaci delicati). Vince anche per loro – come per noi – la Imbiss Kultur!

(ringrazio per la stesura di questo post Michela Iorio, principessa dei foodies, giornalista e food blogger di www.tagliatellealragu.com che mi ha lasciato sbirciare nella sua libreria!)

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