Il fantasma del Natale Passato 2: la città che non dorme mai

Potsdamerplatz

 

Inizio Novecento: Berlino è una favola elettrica che fa gira la testa all’Europa (e fra un po’ la farà tremare). Nell’aria la stessa frenesia di oggi, ultima domenica d’avvento: manca poco a Natale e tutto deve essere pronto e perfetto entro il 23. Ai tedeschi è sempre piaciuto giocare d’anticipo.

Anche perchè poi il 24 finalmente si fermano e tirano il respiro: l’albero è stato montato in salotto e teneramente illuminato (poco importa che il 26 verrà già buttato in strada), l’oca gira nel forno, i bambini preparano i biscotti con gli stampini. Sulla città scende la Stille Nacht. Ma non la stessa, non la stessa città di un secolo fa. Quante cose non ci sono più, ad esempio, guardando la Potsdamerplatz di ieri: non c’è più la Haus Vaterland, non c’è più la stazione dei treni, non c’è più il vigile che ti aiuta ad attraversare la strada (qui non si attraversa , si corre).

Ma non ci sono più neanche i Berlinesi. Così come non c’è più  la neve.

La neve oggi la sparano finta per la pista di bob “Winterwelt”, i turisti affollano i chioschi di vino caldo, sotto le torri svettanti di Renzo Piano, Kohloff, Helmut Jahn. E se nel Sony Center l’attrazione principale è la testa di un drago messa lì per inneggiare al filmone di Natale (hobbit, nani e guerriere elfiche, sic!), ci si chiede se anche lo spirito del Natale non lo abbia buttato qualcuno in un Vulcano.

Resterà certo lo stesso silenzio, fra qualche giorno, quando distenderà di nuovo su Berlino le sue ali il Fantasma del Natale Presente.

(immagine: “Weihnachten im Alten -Berlin”, Klaus Einsikat )

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