Imbiss Kultur 11: tutti giù in cambusa da van Loon

van-loon_fc2van Loon Restaurantschiffe

an der Baerwaldbruecke

Carl – Herz -Ufer 5

10961 Berlin

Fermata U1 Prinzenstrasse

Quando Berlino ha smesso di essere una città di ponti e canali (vi ricordo che con la solita boria tedesca qui si vantano di averne più che a Venezia), tutti i battelli che navigavano su e giù per il reticolo liquido che suddivideva la città hanno avuto triste destino: qualcuno è finito a spostare immondizia, qualcuno è finito a spostare turisti (una bruttissima copia dei battelli parigini o londinesi), qualcuno è rimasto per sempre arenato. Ma siccome Berlino è la città della “Rinascita”, può capitare che uno di questi vecchi scafi torni a vivere sotto nuove forme: ad esempio il suggestivo ristorante van Loon, attraccato all’Urbanhafen di Kreuzberg.

D’estate sciamano tutt’intorno Berlinesi in bicicletta che dopo essersi goduti il sole sulle rive del canale saltano a bordo per un bicchiere di vino bianco o un cappuccino da bere sul ponte, nella brezza fresca, mentre il sole tramonta colorando di rosa le ali dei cigni e il rosa ti inspira a ordinare -ad esempio – una tartare di salmone o uno spiedino di gamberetti (con il cappuccino, è ovvio, ma non fatemi cadere nella trappola dell’italiano che inveisce contro i gusti dei crucchi: de gustibus non disputandum est, e lo hanno detto i nostri avi, mica i loro!)

D’inverno invece si è richiamati dalle luci calde che scintillano sull’acqua scura, un spruzzo d’oro e d’ambra sulle sponde brulle, e si scende invece sottocoperta, dove si può mangiare davanti a un bel caminetto acceso o direttamente in cambusa. Di fatto i cuochi lavorano a vista, dietro un lunghissimo, splendido bancone di legno chiaro, e lì potrete ammirarli nei loro volteggi fra padelle, ramaioli e grandi mazzi di erbe aromatiche. Volteggi velocissimi perchè i piatti arrivano con tempismo, ma senza trascurare alcun dettaglio, di gusto, olfatto e vista.

Con spirito marinaresco la cucina offre principalmente piatti a base di pesce, ma in stile nordico: aspettatevi quindi salmone e aringa, profumi di aneto ed erba cipollina, pane nero, burro come se colesterolo fosse il nome di un asteroide che orbita lontano dal pianeta terra. Oppure una succulenta rivisitazione del fish and chips: il classico cartoccio unto e bisunto diventa qui un geniale piatto di portata per fritture marinare e leggere (che, a titolo informativo, vengono fatte in una sezione chiusa della cucina, per non lasciarvi addosso quello spiacevole puzzo da “ristorante cinese”).

Il servizio è amabile e così il conto: noi abbiamo scelto un antipasto, una zuppa, due piatti principali (sapete che qui in Germania adorano il piatto unico, ricco, variegato e abbondante), un infuso, un calice di vino (che costava meno dell’infuso), due caffè e abbiamo speso 42 euro in tutto.

Siamo stati fortunati perchè i coperti sono molto pochi e perciò – specialmente per le serate del weekend – è consigliato prenotare. Di fatti nessuno vi farà mai fretta per lasciare il tavolo e potrete restare a sorbire il vostro liquore in pace, mentre fuori le papere nuotano a pochi centimetri dal vostro naso, i ciocchi di legno sfavillano e una fila di sconsolati non-prenotati si allontana nel buio.
La prenotazione è poi d’obbligo per le serate di degustazione, sia culinarie, sia alcoliche. A volte nella cambusa della van Loon prende tutti un sano spirito corsaro e si passa la nottata a sorbire rum selezionatissimi (non so se cantano anche “quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto…”).

Le sorelle di van Loon poi, Philippa e Josephine, sono molto più irrequiete, loro non se ne stanno ferme all’Urbanhafen ma vi offrono brunch e cene a spasso per la Sprea e il Landsvehrkanal. Ovviamente sono battelli.

Sul sito di van Loon potete controllare il calendario di questi viaggi culinari sulle acque di Berlino, un modo raffinato di esplorare la città, solleticando tutti i sensi, ed assaporando quel “piacere di vivere” che contraddistingue questa bella Berlino, ri-nata con grazia.

 

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