Un Rinascimento al Giorno (after Barbara Fragogna)

petruschristusEvery Day Renaissance (After All)
Exhibition and Book Launch
di Barbara Fragogna
Gallery52Berlin
Weichselstrasse 52 Berlin (Neukoelln)

22.3.2014 – 5.4.2014
aperto dal Mercoledì al Sabato
15-20
e su appuntamento

Siete appena usciti da un Museo importante, mettiamo il caso – qui a Berlino – la Gemaeldegalerie, e davvero non riuscite a strapparvi dalle ciglia quei profili di Botticelli, quegli sguardi obliqui e misteriosi dei maestri fiamminghi (Petrus Christus o Cranach il Vecchio). Il nasone di quel mercante di Brugge eccolo spuntare sul volto di un berlinese nella U-Bahn e per un attimo, mentre vi controllate i capelli nella vetrina di Starbuck’s, vi pare – ma deve essere un’allucinazione davvero – che la vostra espressione assomigli in tutto e per tutto a quel pastore quattrocentesco assorto nel contemplare il Bambin Gesù (e non il suo ciuffo).
Ci rimangono addosso. Ci infestano. Non ci lasciano più. Madonne, mercantesse, briganti, San Sebastiani, Andromede e Re Magi. Ogni giorno, in ogni riflesso, in ogni gioco dello sguardo rispunteranno, sempre.

Perchè erano già lì.

E voi, con quella visita al Museo, li avete solo risvegliati, solleticati.

Se ne accorta da tempo anche Barbara Fragogna un’artista italiana che da anni lavora a Berlino e che davvero il suo amato Rinascimento (per non dire la sua amata Venezia) non riusciva proprio a lasciarli in dietro, oltre le Alpi. Ogni giorno, come amati spettri, tornavano a salutarla.
Certo anche in momenti estremamente personali, intimi, talvolta imbarazzanti.
Nascono così le sue “selfie” rinascimentali, un tentativo di catturare queste epifanie nel modo più profano e contemporaneo, un autoscatto da bagno!

Come lei stessa ammette nel suo progetto Everyday Renaissance c’è – oltre che tutto il suo background di artista cresciuta in mezzo all’arte veneziana – molta più Virginia Woolf che Cindy Sherman. Non si tratta infatti di “staged photography” in cui l’artista allestisce una messinscena simil-teatrale per incarnare di volta in volta quel tipo, quell’icona, quell’immagine rubata alla storia dell’arte. Piuttosto una rivelazione improvvisa che illumina, senza essere stata invocata, il secondo più improbabile della nostra esistenza quotidiana. Sei lì che ti depili le ascelle e improvvisamente la trasfigurazione: per un’istante sei una dea caduta fuori dalla tela di un Botticelli o un Rubens (a seconda della tua stazza). Siccome l’epifania è sempre improvvisa, e spesso malandrina, gli unici mezzi per catturarla devono essere loro stessi improvvisi e malandrini, come una macchinetta digitale un po’ scassata o un cellulare. Insomma, suggerisce Barbara, oggigiorno la rivelazione, l’illuminazione non sono in HD.
E ahimè neanche si annunciano con sontuosi cirrocumuli popolati di cherubini o lampi giorgioneschi o trionfi di ninfe e satiri danzanti che arredano di pampini d’uva la nostra camera da bagno.
Nel mondo di oggi non c’è più spazio per tutta questa magia, per tutta questa “aura”. Per di più siamo così sovraccaricati dalle immagini che i nostri occhi rischiano di non vederla più, nelle rare occasioni in cui si presenta…cosa? La “bellezza”

Ci vuole, e di questo Barbara è maestra, un po’ di ironia. E molta autoironia. Per ribaltare l’estrema prosaicità e noioso piattume del mondo di oggi e scovarci col sorriso smaliziato lo stesso splendore dei Santi e degli Eroi dei Bei Tempi che furono.

Perché è già tutto lì: nel gran calderone del mondo in cui ribolliamo a fuoco lento, giorno dopo giorno, sballottati dalle schiume, le bolle, le poderose rimestate. Ci siamo noi, con le nostre immaginette low quality, il profilo di facebook, la smorfia da provare mille volte allo specchio per venire bene in ogni foto e poi ci sono loro, le donne e gli uomini che i pittori immortalarono sulla tela. Sia noi, con i nostri mezzi onnipresenti democratici e un po’ rudi, sia loro, con le velature d’olio raffinatissime, il disegno di un maestro, la cornice preziosa d’oro condividiamo lo stesso smarrimento di esistere, la stessa paura di morire, lo stesso desiderio di trovare un senso in tutto questo caos.
Di loro solo pochi hanno potuto restare impressi nel per sempre.
Di noi resteranno anche fin troppi per sempre. Fin troppe immagini. Fin troppo imbarazzanti
La nostra fortuna, di uomini e donne di questi tempi novissimi, che ci è concesso di riderci su. Perchè la nostra preziosa epifania non accadrà in lunghe sedute nello studio di Da Vinci ma un giorno, per caso, mentre ci schiacciavamo un punto nero.

Le combo-fotografiche di Barbara e il suo libro in edizione limitata (e personalizzata copia per copia) saranno in mostra alla Gallery52Berlin con un’apertura speciale durante il festival d’arte di Neukoelln Frühlingserwachen il 22 e il 23 Marzo. Presente l’artista e i suoi occhi pieni di Rinascimento.

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