Kumpelnest 3000 – La tesi di laurea della subcultura berlinese

Kumpelnest 3000 - foto: web
Kumpelnest 3000 – foto: web

Ci sono alcuni locali che fanno la storia delle città. Perché la Storia ci passa attraverso, sgocciolando dalla spina della birra e prendendo forma nelle discussioni e nei balli degli avventori, nei progetti che nascono alle tre di mattina di fronte all’ultima vodka.

A Berlino i locali storici di oggi sono quelli che hanno vent’anni; nell’incessante apri-chiudi-cambia gestione della gastronomia e dell’entertainment berlinesi, i bar che ce l’hanno fatta a superare la decade sono già inscritti nell’albo degli anziani.

Ci sono poi alcuni, rari posti che sono riusciti ad attraversare più decenni di storia; sono sopravvissuti alla Wende e all’anarchia, alle mode e alla gentrificazione.

Il Kumpelnest 3000 è uno di loro, e naturalmente sta a Berlino Ovest.

La Lützowstrasse è una via poco appariscente nel quartiere Tiergarten, a due passi dal parco e dall’archivio del Bauhaus, vicino ad ambasciate e sedi di partiti, ma anche vicino a una delle zone più malfamate della città. Al limite tra le istituzioni e le perversioni. Il Kumpelnest è tutte e due. Dove lo spießer vede perversione, Berlino crea istituzione, nella vita notturna. Che è la fucina della cultura, il posto ombroso dove germogliano le idee che vedranno la luce al sorgere del giorno.

Il Kumpelnest 3000 ha visto la luce in un giorno speciale, il 1 maggio del 1987. Il primo maggio per eccellenza a Berlino, al quale si rifanno tutte le sassaiole e le Maifest degli anni successivi.

Il Kumpelnest è il progetto che Mark Ernestus realizza come opera finale per il suo corso di studi all’HdK (Hochschule der Künste, oggi UdK). L’università dell’arte. L’idea è quella di integrare la vita sociale berlinese nella città esistente, realizzando un locale ready-made: il Kumpelnest apre senza cambiare nulla dell’arredamento. Prendi un luogo e reinventane l’identità, senza intaccare la memoria preesistente della sua destinazione. Il Kumpelnest era un bordello fino a poco tempo prima, uno di quei locali oscuri e intimi che si trovano in gran numero in quella zona. Il concetto del ready-made crea un ponte tra la Berlino degli anni Ottanta e i dadaisti d’inizio secolo, e si dipana in tutti i progetti artistici che lì dentro nascono o evolvono. Fino ad oggi, quando, nella piena attualità del tema della riqualificazione degli spazi e dell’importanza della cultura urbana, ci ricorda che la cultura più radicata a Berlino è quella delle idee geniali realizzate con pochi mezzi. Della partecipazione e della vicinanza al limite. Del ready-made e dell’artigianato. Povertà e sex-appeal, si dirà tanti anni dopo.

La clientela del Kumpelnest 3000 è sin dall’inizio delle più colorate e articolate. Qui si incontrano tutte le “scene” della Berlino di fine anni Ottanta, dai punk ai queer, dai dilletanti ad una grande compagine di sordomuti e operatori del sociale. Dietro al bancone c’è infatti Gunter Trube, attivista sordomuto, che attrae nel locale un gran numero di persone che come lui comunicano con il linguaggio dei segni. Alla fine lo imparano molti degli avventori regolari, e al Kumpelnest ancora oggi le conversazioni si svolgono a dispetto della musica alta e del rumore del bar, “anche comodamente da un lato all’altro della sala”.

Il Kumpelnest attrae tutte le creature della notte berlinese; entrandoci nel 1988 avreste potuto incontrare Florian Schneider, I Throbbing Gristle, i Neubauten, Wolfgang Müller, Mark Brandenburg, Käthe Kruse e molti altri famosi e ignoti.

L’arte d’avanguardia o di provocazione berlinese circola intorno al “nido d’amici 3000”.

Karl Lagerfeld lo richiede a un certo punto ad Ernestus per fare uno shooting con Claudia Schiffer e Zazie de Paris. Nein, dice Ernestus, Il Kumpelnest non si affitta. Puoi venire a fare lo shooting, ma il locale rimane aperto. E il set deve inglobare l’arredamento bizarre, il personale del locale e gli ospiti. Anche questi spesso bizarre. E Lagerfeld porta con sé delle maschere nere, che fa indossare agli avventori del locale inserendoli nell’immagine. E invita Gunter Trube, in uno scintillante outfit da Drag Queen, ad essere parte della scena.

Non è che se la stia tirando, Mark Ernestus. È che il Kumpelnest è nato come progetto artistico, sociale, culturale. Non commerciale.

E probabilmente proprio questo spirito cooperativo iniziale permette al locale di funzionare molto bene. Il Kumpelnest dà uno stipendio sopra la media. Il che dà ai dipendenti il margine di libertà necessario a seguire i loro progetti individuali. Con il denaro che arriva dal locale verranno prodotti diversi progetti musicali, e lo stesso Ernestus avrà la libertà economica per iniziare il suo nuovo viaggio. Si avvicinano gli anni Novanta, e il suo progetto successivo si chiamerà Hard Wax.

Dal 1999 il Kumpelnest non è più di Mark Ernestus. Ma è ancora lì come prima ed è ancora molto colorato.

Kumpelnest 3000

Lützowstrasse 23

10785 Berlin-Schöneberg

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