L’arte che ci aiuta a ri-trovarci: aiutiamo Peristal a trovare una nuova casa

Persital Singum
Persital Singum

Karmanoia cerca casa.

Una casa per costruire un luogo per noi e per tutti, dove potersi perdere e ritrovare, e entrare soli per stare insieme, nel rumore discreto del mondo interiore.

Deve trovare una casa Karmanoia, perché lì potremo tutti sentirci a casa.

Dal 7 febbraio al 21 marzo possiamo aiutare Karmanoia a trovare casa, in modo veloce e concreto: partecipando al crowdfunding:

https://www.startnext.com/peristal

Chi ha già visto Peristal non ha probabilmente bisogno di sapere altro – sono certa che sarete tutti d’accordo: il Labirinto deve risorgere.

Lo scopo della campagna è quello di trovare un nuovo spazio per Karmanoia, dove costruire il terzo Labirinto Persital, e una sede stabile per il gruppo di artisti, dove poter sviluppare nuovi progetti.

“Conosci te stesso”, dice l’oracolo. Se vuoi conoscere il futuro e capire il passato, non guardare all’apparenza delle cose o ai fondi del caffè. Guarda dentro di te, lì ci sono i movimenti e i significati del cosmo intero, dei suoi tempi e delle sue stagioni. Osserva te stesso, parti da che quello che incameri e quello che espelli per arrivare ai movimenti che digeriscono tutto il reale. Procedi “dal culo all’anima”, direbbe Tim Henrik Schneider di Karmanoia.

Il gruppo di creativi nato a Neukölln, nella Mainzerstrasse 5, undici anni fa, vuole creare proprio questo: un percorso a ritroso dallo scarto al sé. Dal mondo di fuori al mondo di dentro. Dai resti di ciò che abbiamo consumato ai bisogni che ci hanno spinti a consumare. Un viaggio nel sogno notturno di un folle illuminato, una porta che si prolunga e ci fa indugiare nel non-spazio di mezzo, dove i contorni delle cose non sono più o non sono ancora. E tutto può essere quello che è. Indefinito.

I labirinti Peristal sono capolavori artigianali fatti di materiali riciclati, scarti industriali e urbani, ri-composti a formare una grotta delle meraviglie, con spazi psichedelici attorcigliati gli uni sugli altri come gli organi di un essere grande e mutevole, che pulsano e gorgogliano e ci inghiottono e risputano. Teatrini visionari, opere d’arte nelle quali entriamo e ci perdiamo, trascorriamo minuti e ore fuori dal tempo, allo scopo di ritrovarci. Foreste di presenze intorno a noi, fuori e dentro del nostro sentire acuminato, accompagnato dall’arte nei luoghi del percepire primordiale.

Il primo Peristal (da peristalsi, il movimento dell’apparato digerente) si trovava nella Mainzerstrasse, in un vecchio negozio di parrucchieri trasformato da Schneider nel 2004 in laboratorio per la concretizzazione di visioni straordinarie. Era nata Karmanoia: per i suoi artisti creare vuol dire accompagnare l’Altro nel suo mondo interiore, aiutarlo a riconoscere la sua essenza e trovare la sua voce, trasformando il mondo del consumo in quello della creazione.

L’immobiliare avanza e distrugge, e Karmanoia si trasferisce nel 2010 dietro al Wilde Renate, in un matrimonio di ambienti molto ben riuscito, e lì l’idea per il secondo Peristal vede la luce. Singum si chiamava il nuovo labirinto, che da folle visione subculturale diventò uno dei luoghi più noti eppur nascosti di Berlino, una grotta celata dalle pareti di un Altbau, dove si entrava con una moneta dorata e ci si perdeva all’interno di sé.

Ci vollero nove mesi di lavoro prima che il secondo Labirinto potesse aprire le sue porte; da allora diventò sempre più conosciuto, sempre più persone si smarrirono nell’intrico postindustriale di suoni, colori e ambienti; ma ahimè non ancora abbastanza. E ahimè per chi non l’ha visto è troppo tardi: anche Peristal Singum è stato smantellato.

Ci sono tanti motivi per rivolerlo.

Perché Berlino è già un posto pazzesco, e il Labirinto è pazzesco anche per Berlino. Lascia a bocca aperta anche i più annoiati; chi l’introspezione non sa che cosa sia viene accompagnato per mano fino al suo cuore.

Perché chi è in cerca di un’esperienza ai limiti del mistico la trova, inerpicandosi tra le visioni di Schneider e degli altri artigiani del sogno. Un posto magico su tutti i livelli, che si muove al limite del sub-urbano e del sub-culturale, svelandoci il sub-cosciente e la faccia nascosta di tutto quello che quotidianamente ci definisce.

Perché l’arte va aiutata, e questo in generale. E l’arte che aiuta va aiutata di più.

Perché sono finiti gli anni Novanta in cui gli spazi si occupavano e nessuno aveva bisogno di un lavoro: per fortuna con il crowdfunding abbiamo un mezzo diretto e semplice per scegliere la città che vogliamo.

Perché se le visioni precedenti di Karmanoia – i due Peristal – erano tanto magiche, chissà cosa sarebbe la prossima, che ha quelle come bagaglio d’esperienza.

E poi perché entrare al labirinto costa meno della terapia, e va al punto molto più direttamente.

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