B-Movie – Lust&Sound in West-Berlin 1979-89: un film sull’infilmabile

B-Movie-Plakat_DINA1“You think you can film what Berlin is? I don’t think it is possible to film.”

È Blixa Bargeld a parlare, dalla superficie di una pellicola super-8 e dal cuore della vita notturna della mezza isola Berlino Ovest. Giovanissimo, all’inizio degli anni Ottanta. Con il suo capello punkissimo e gli occhioni blu pieni di speed e di poesia violenta. Forte abbastanza da far tremare il Muro.

Ci dice già quello che sapremo alla fine: un film sugli anni Ottanta di Berlino non può che riuscire in parte. Com’era essere lì con loro, sotto il muro di Berlino, a dargli fuoco e a disegnarci sopra, a vivere rinchiusi, non lo sapremo mai. Ma sappiamo cosa ci ha lasciato quel popolo imprigionato, e sono tutte icone potenti.

Certo che l’energia che circolava rimbalzando sopra e sotto il cemento di Berlino Ovest aveva una potenza enorme, usciva direttamente dalla radice di un popolo – gli antiberliners, come li chiamerà il sindaco Diepgen – che deve essere radicale, perché vive all’interno di un esperimento geopolitico anomalo, sotto un muro armato. Che energia vuoi che ne consegua? “Quando sei in uno spazio alto un metro e mezzo, a fare musica con i camion che ti passano sopra, è un po’ difficile cantare della pace nel mondo ”. Ancora Blixa Bargeld e ancora B-Movie: Lust&Sound in West-Berlin 1979-89, il film documentario / collage composto da Jörg Hoppe, Heiko Lange e Klaus Maeck e presentato alla Berlinale nel 2015.

Il film è una collezione lunga novantacinque minuti di filmati d’epoca di diversi autori, con un montaggio pop e frenetico, accompagnati da parti audio originali e voce narrante della figura centrale del tutto: Mark Reeder.

L’inglese musicista e produttore, che era arrivato a Berlino nel 1978, attratto dalla musica tedesca e da una città che, scoprirà, è ancora più “fucked up” della sua Manchester.

Il suo viaggio, che vediamo condensato nei novantacinque minuti del film, attraversa veloce un terreno enorme: dal punk e le occupazioni delle case di Kreuzberg si arriva alle rovine del muro di Berlino, all’apertura dei confini e alla nascita della techno.

B-Movie: Lust & Sound in West-Berlin (1979-1989) – Official Trailer from scenes from on Vimeo.

Mark Reeder a Berlino con i Joy Division
Mark Reeder a Berlino con i Joy Division

Quando il film inizia, il cinema si trasforma in una lanterna magica di immagini di un altro mondo: Mark Reeder, produttore Mania D e Die Vision, coinquilino di Nick Cave, sempre in divisa, spesso dell’esercito dell’est, con tono buffo e scanzonato viaggia da un bar all’altro, da un club all’altro di Berlino Ovest. Si vede la città ancora in parte distrutta, si vedono l’Ovest e un po’ d’Est, auto in fiamme e saluti dall’altra parte del confine. Si vedono molti dei luoghi importanti per la subcultura di allora – i locali come Chaos, Dschungel e Risiko, le manifestazioni sul Ku’damm, le strade di Kreuzberg, l’SO36, tutti i protagonisti famosi e non famosi dell’epoca. Gli strilli di Blixa, i canti dei Tödliche Doris, la cameretta di Nick Cave, le provocazioni di Kippenberger, i cuccioli di Ratten-Jenny. E ancora signore turche a passeggio per la Oranienstrasse semi-deserta, Keith Haring che dipinge il muro, la RAF, le performance di strada, gli scontri degli autonomi con la polizia, il sangue di Klaus-Jürgen Rattay. Il tutto avvolto da una colonna sonora super berliner e super 80s.

Il muro compare costantemente, indicando come lui e solo lui sia stato in definitiva l’artefice di tanto ben di dio: è proprio il muro, o le condizioni

Blixa Bargeld
Blixa Bargeld

socio-economiche che ne conseguono, ad attrarre a Berlino Ovest un esercito di giovani che vogliono andare controcorrente, creare arte e società nuove, e fare casino.

Un universo e mezzo esplode nella mezza Berlino tra il 1979 e l”89 – le due date che anche Wolfgang Müller, quando decide di raccontare la subcultura di Berlino Ovest, sceglie come estremi per il suo racconto, il libro “Subkultur Westberlin 1979-89, Freizeit”.

Una decade magica, nella quale sono successe cose che oggi si tenta di spiegare e di riproporre. La letteratura sugli anni Ottanta si moltiplica, nella Berlino di oggi ha grande attenzione mediatica (è anche un po’ di moda, insomma), anche perché c’è molto materiale audiovisivo al quale attingere. I grandi artisti e musicisti di allora rimangono ineguagliati. E molto emulati.

LOST… WEST-BERLIN / Last Morning of ‘RISIKO’ (86) from uli m schueppel on Vimeo.

Dopo un’ora di film abbiamo le orecchie e gli occhi pieni di musica e arte d’avanguardia (e della canzone you need the drugs di Westbam, che ricorre ben due volte: troppe), pieni di una Berlino che non c’è e non ci sarà più, e inizia la diaspora: “Nick Cave fu il primo ad andarsene”, dice Reeder in tono lamentoso. Ma la fine è sempre anche l’inizio. Cominciano a circolare le cassette con la musica nuova. Ritmo tribale, nuovi balli, nuovi look e nuove droghe. Sta arrivando la techno.

E c’è la prima Loveparade, che è una demo con tanto di registrazione in questura; c’è l’etichetta di Reeder MfS, che è la prima etichetta di musica elettronica di Berlino est, e si chiama come la Stasi. Ci sono i ravers e gli smilies. C’è il futuro.

Al termine della proiezione, alla prima del film B-Movie il 20 maggio 2015 a Berlino, i registi, Reeder e altri hanno avuto uno scambio di battute con il pubblico. Una ragazza chiede: “Secondo lei, Reeder, quali sono le avanguardie di oggi? Cos’è oggi quello che negli anni Ottanta erano i Neubauten e nei Novanta la Techno?”. E Reeder non ci ha pensato un attimo: “Dovete dirmelo voi cos’è l’avanguardia oggi. Io sono vecchio. L’avanguardia è in mano ai giovani”.

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