Anime bianche / Anime nere: Anton Corbijn a Berlino

corbijn_artikelbild_960x1440pxdal 07/11/2015 al 31/01/2016
aperto tutti i giorni dalle 11 alle 18
C/O Berlin – Amerika Haus
Hardenbergstrasse 22-24
U-Bahn e S-Bahn Zoologischer Garten

Ci sono artisti che come le stelle devono restare lontani e disumani per essere adorati, altri invece, pur restando intoccabili, vogliono venirci così vicini da farci scorgere – nei pozzi scuri dei loro occhi, attraverso i pori della pelle – le luci e le ombre delle loro anime. Ed è così che non possiamo fare più a meno di loro. Se c’è un fotografo che ha saputo raccontare questa natura ambigua, remota ma intima, dei suoi soggetti è Anton Corbijn: i suoi scatti veloci, fragili, trasparenti costruiscono immagini che ti sfiorano come ali di farfalla e ti svelano (o così vuole l’illusione della fotografia) un frammento d’anima (non a caso in greco antico farfalla ed anima portavano lo stesso nome “psyche”).

Per il suo sessantesimo compleanno la C/O Berlin ha deciso di dedicare al fotografo olandese una vasta retrospettiva che ci permetterà di rivisitare tutta la sua carriera artistica, dalle prime esperienze di autodidatta alla sua passione per la scena post-punk fino ai suoi lavori di regista (Control, vi è piaciuto o no?)

La mostra è programmaticamente divisa in due sezioni, quasi in previsione del tipo di pubblico che verrà a visitarla: nella sezione Hollands Deep vedremo esposti i suoi lavori più personali e concettuali, la materia della sua fotografia e dei suoi video, i giochi di luce, i fuori fuoco, il bianco e nero contrastato, le composizioni precarie, le piccole imperfezioni che hanno definito il suo stile; in 1-2-3-4 viene celebrata la sua attività di fotografo di gruppi musicali: dai Joy Division ai Nirvana, da Nick Cave a Tom Waits tanti sono gli artisti che devono proprio ad Anton Corbijn la costruzione della loro immagine pubblica. Il suo stile minimale ma espressivo di fatto si sposava perfettamente con il nuovo modello di figura pubblica che si impose in opposizione a certe pose eccessivamente glamour e divistiche negli anni ’80: l’Anti-Star, schivo, introspettivo, sfuggente eppure di necessità “pubblico”, esposto e pronto a essere divorato dall’immaginario collettivo e dall’industria del marketing.

Possibile conservare intatta la propria anima vivendo sulle copertine delle riviste rock?

Come i suoi amici musicisti così anche Anton Corbijn ha saputo cavalcare l’onda del mainstream con eleganza e pochi compromessi e la sua ricerca artistica si è sempre accompagnata a un’esplorazione dell’essere umano, la ricerca di una autenticità: “cercare sempre la bellezza interiore e il conflitto” è il motto che lo ha guidato nella sua carriera e lo ha spinto a conoscere bene chi era davanti al suo obiettivo.
Questo stesso rapporto empatico che il fotografo ha costruito con i suoi soggetti è poi quello che ci pare di ritrovare nell’istante in cui guardiamo le sue fotografie: e pur un attimo ci pare di cogliere il respiro e il battito di ciglio, sentire il fumo sulla pelle, un’illusione di presenza…
Ecco che alla mostra troveremo sia gli appassionati di fotografia sia i fan dei musicisti, un pubblico misto che cerca una possibilità di contatto, vuoi con il maestro dei bianco e neri, vuoi con le voci che ci hanno accompagnato nei nostri giorni più sfuocati, contrastati, luminosi o oscuri.

All’inaugurazione, nella bella sede della Amerika Haus (quell’edificio dietro a Zoo che per anni abbiamo scambiato per una piscina abbandonata… saranno state le vetrate e i mosaici azzurrini) sarà presente Anton Corbijn che, il giorno dopo 7 novembre 2015, terrà una conferenza in un’altra bellissima location berlinese, il Delphi Palast, ex cinema degli anni venti recentemente reso al pubblico della città.

Ma dopo i lustrini e i prosecchini del vernissage torniamo alla mostra, magari in un pomeriggio silenzioso da inverno berlinese, perché ci vuole tempo e quiete e concentrazione per sentire il battito d’ala della farfalla, per guardare la fotografia e sentirsi per un attimo guardati: un clic che diventa contatto. Di anime bianche e di anime nere.

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