L’ex’n’pop di Schöneberg, l’asta degli strumenti musicali e la Berlino d’epoca

Ex'n'pop
Ex’n’pop, Potsdamerstrasse

Ci sono i ponti della vecchia ferrovia che sbarrano il cielo sopra alla Yorkstrasse, c’è il cielo che in questi giorni è sempre buio, c’è l’aria tagliente di una sera che fa presagire la nebbia del mattino dopo. Intorno a me c’è Schöneberg, la Pallasstrasse con il suo pallasseum di cui ho già raccontato, la Bülowstrasse con la sua mal-fama, la Potsdamerstrasse che finisce a Potsdamerplatz, e Kreuzberg 61 con i suoi artisti e i suoi borghesi.

Mi trovo al crocevia di tutti questi mondi. Amo molto quella zona, perché ha un sapore decisamente metropolitano, si respirano davvero cemento e disillusione, la trovo autentica, più delle zone pulitine e ipocritine che sono battute dai canali del turismo di massa.

Cammino per strada alle dieci di sera e non c’è nessuno; il marciapiede è sgombro, sulla metro c’erano poche persone, le auto sulla strada sfrecciano senza infastidire. Giro a destra sulla Potsdamerstrasse, suono un campanello. E mi aprono subito, ed entro all’ex’n’pop.

Il freddo e il buio di fuori sono subito un ricordo lontano. Il locale è fumoso, come nella migliore tradizione, brilla di lustrini e festoni luccicanti alle pareti, c’è un tavolo da biliardino, un grandissimo bancone del bar, al quale sono appesi i cimeli di tre decadi; in fondo c’è il palco. Dove tra poco saliranno una ex-kommunarda e produttrice di cinema e fotomodella, un musicista della vecchia scena avantgarde degli 80s, e la loro band attuale, che per il resto si compone di giovanissimi.

Un ensemble bizzarro, che naturalmente non deluderà le aspettative. Un po’ perché loro fanno un genere nostalgico e rassicurante, un po’ perché intorno c’è l’ex’n’pop, che è un trentenne pezzo così importante della storia dell’entertainment e della vita notturna berlinese.

Dal 2001 il locale sta sulla Potsdamerstrasse, ma la sua storia affonda le radici nella Halb-Insel Berlino Ovest, a metà degli anni Ottanta. Nel 1987 per la precisione, quando il locale/luogo di aggregazione punk/avantgarde Frontkino deve chiudere i battenti della sua prima sede, nella Waldemarstrasse, per i ripetuti e sempre meno innocui interventi a suo sfavore della Kiezmiliz di Kreuzberg, una congrega di simil-nazi che attacca sistematicamente i locali che si macchiano della colpa di fare casino (musica) fino a tardi, e soprattutto di essere frequentati da quelli lì con le creste. Il Frontkino soccombe alle menate (in ogni senso) dei paladini della noia ignorante di quartiere, e sloggia. Trasloca a Schöneberg, per definizione e tradizione ben più tollerante e multiforme, e raccoglie anche la clientela dello storico Risiko, il leggendario locale che nel frattempo viene chiuso (sempre per motivi conservatori, di quelli che vanno in giro con il bomber e la spranga).

Quindi l’Ex’n’pop, dopo svariate migrazioni a Schöneberg, trova la sua forma e sede definitiva nella Potsdamerstrasse, in un palazzo occupato.

E sta lì ancora oggi, oggi che Berlino non è più una mezza isola ma un’isola unica e gigante, oggi che Schöneberg è fuori moda e la gente cool se ne sta tutta a Neukölln.

Ex'n'popE infatti l’ex’n’pop è tutt’altro che cool, tutt’altro che hipster, tutt’altro che trendy.

Intorno a noi solo ragazze e ragazzi, uomini e donne, vestiti semplicemente. O semplicemente vestiti, che li vedi che non hanno passato un’ora davanti allo specchio a pensare a cosa piace agli altri, che sono fuori per il piacere di stare insieme e immergersi nella buona musica, e non di farsi guardare. Un po’ hippy alcuni, un po’ punk altri, la maggior parte completamente indefinibili. Aggraziati. C’è ancora l’arredamento di allora all’ex’n’pop, il personale dietro al bancone è gentilissimo, c’è ancora il cinemino da quaranta posti nel retrobottega, dove vengono organizzare rassegne e proiezioni necessariamente intime.

Ex'n'popE alcuni concerti e manifestazioni che hanno fatto storia e la fanno ancora, benché in sordina, come il campionato nazionale di airguitarring, quelli che fanno finta di suonare su una base registrata, e il poetry-slam, che oggi è molto famoso e diffuso, ma inizia la sua storia berlinese proprio qui, all’inizio degli anni Duemila.

E questo mese, ancora per un appuntamento che è il 17 dicembre, c’è il mercatino/asta degli strumenti musicali. Gli stand sono sei (il locale non è enorme), e venderanno dituttounpo’, nell’ambiente che fino ale 20.00 sarà rauchfrei, per incoraggiare anche le famigliole con bambini a partecipare. Dalle 20.00 si fuma, e alle 22.00 arriva l’asta degli strumenti musicali. Che vi interessi un synth d’epoca o una chitarra scordata, un’armonica a bocca o un sitar che viene da chissà dove, percussioni e ottoni: all’Ex’n’pop il 17 dicembre troverete di tutto. E assaggerete una fetta di Berlino Ovest, quella città di cui oggi si legge sui libri e si ascolta nei racconti degli amici che c’erano. Ma che all’ex’n’pop, e anche tra i nostri scaffali di libri e di dischi, è di certo più presente che mai.

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