Mangiare la Storia: “Backflasch” i biscotti che hanno il sapore di Berlino

gedeck_republikChe sapore ha Berlino?
Probabilmente rancido, come l’olio dei currywurst che frigge e rifrigge, il piscio sulle scale della U-Bahn, lo spray colorato delle bombolette, la birra versata sulle strade ogni notte tra i cocci di bottiglie rotte, la stazione (fetida) di Alexanderplatz. Ma sarà forse l’effetto del Natale (che invece di farci diventare più buoni ci rende semplicemente più golosi) ecco che qualcosa di dolce arriva anche qui. Anzi è stato proprio mentre mi avventuravo coraggiosamente tra le bancarelle natalizie cariche di frittelle e vin brulè (coraggiosamente perchè sono a dieta fino alla vigilia) che mi sono imbattuto in una piccola idea che unisce la dolcezza alla storia della città: “Backflasch” i biscotti che raccontano le piazze di Berlino.

Con il motto “Jedem Platz sein Plätzchen” (un gioco di parole intraducibile) un gruppo di creative, cuoche e imprenditrici berlinesi ha creato delle ricette di biscotti unici dedicati ognuno a un luogo simbolo della città, ha infilato poi tutti gli ingredienti in una bella bottiglia trasparente et voilà ecco un piccolo sfizioso concept, perfetto da regalare sia al nerd fissato con la storia, sia alla gothic lolita fissata coi biscotti, sia a chi piace cucinare, sia a chi piace solo leccarsi i baffi e mangiare.

Alcuni esempi? I Potsdamer Plätzchen sono biscotti croccanti ricchi di pezzi di mirtillo rosso, mela e semi di zucca: i tre colori del semaforo che si accese – primo in tutta Europa – in quella che era la più caotica e luminosa piazza di Berlino. I Plätzchen der Luftbruecke invece sono leggerissimi grazie ai fiocchi di avena e sono arricchiti di uva passa, in ricordo dei Rosinenbomber, gli apparecchi che durante il Ponte Aereo rifornirono il settore ovest di Berlino di ogni mezzo di sussistenza e che per fare felici i bambini facevano piovere sulla città anche pacchetti di dolciumi, caramelle e uvetta per l’appunto. Ci sono poi le versioni deluxe come gli Oberbäumchen che includono una formina ad alberello e con il loro pungente sapore di zenzero vogliono ricordare il tronco chiodato con cui di notte veniva sbarrato il ponte (da cui il nome) o gli Hasenheidesand con la formina a leprotto (in tedesco Hase) e i sapori erbacei di rosmarino, arancia e carota (sono buoni anche senza “erba” come suggeriscono le cuoche, le quali, evidentemente, conoscono bene tutti gli angoli del parco di Hasenheide e come tutti i berlinesi non hanno certo i peli sulla lingua).

Il cuoco casalingo non dovrà fare altro che aggiungere ai preparati gli ingredienti freschi, come l’uovo o un poco d’olio, stendere i biscotti su una leccarda da forno e in meno di un quarto d’ora può sfornare tra i 60 e gli 80 biscotti. Ce n’è per fare tutti felici a Natale. E mentre i biscotti si gonfiano nel forno e il profumo si diffonde in tutte le stanze della casa, si può cercare di resistere ai crampi della fame leggiucchiando i pezzetti di storia berlinese o – se i biscotti sono stati un souvenir – ricordandosi i giorni trascorsi in città. Pochi, sempre troppo pochi si lamentano tutti. (Parlano evidentemente sia dei giorni vissuti a Berlino sia dei biscotti che sono stati “spazzolati” alla velocità della luce)

E che sapore vi hanno lasciato?

Se lo chiedessimo alle cuoche di Backflasch risponderebbero senz’altro che Berlino è una città piccante e dura da mordere: il loro biscotto Berliner Brot è infatti panpepato ricco di nocciole intere. Non facile da mandare giù. Non a secco.

(Comunque per chi vuole rubarmi l’idea e regalare i Backflasch può trovarli nei mercatini di Natale, in molti negozi del centro o semplicemente online).

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