Melloch halb&halb – amaro, dolce, punk e avantgarde

MellochLa storia di Melloch è intessuta di una lunga tradizione gastronomica, che si arrotola intorno alla canzone un po’ gloomy di una band di rock psichedelico tedesca, per ritornare al mondo dei liquori con una sterzata punk e una veste grafica che racconta storie d’avanguardia.
Melloch è un liquore halb und halb. Mezzo dolce, mezzo amaro. “Ma a un certo punto abbiamo corretto la ricetta, perché Melloch era un po’ troppo dolce. Non bisogna esagerare con lo zucchero”, racconta Olli, che è uno dei due padri di Melloch e dei bar che l’hanno portato ad esistere.
La storia comincia nel primo ‘800, con il liquore halb und halb miscelato per la prima volta dall’esimio dottor Mampe. Mampe che diventa poi un brand, anzi due, di due fratellastri che si fanno concorrenza. E sopravvive a due guerre mondiali e a un sacco di disastri, fino ad arrivare alla Berlino della post-riunificazione. Oggi ci sono diversi liquori halb und halb.
Uno di questi era servito in alcuni degli storici bar di Mitte e nelle Kneipe per nulla ripulite di qui e di lì dal muro. Era un drink abbastanza economico e abbastanza onesto, senza pretese. E poi arrivò la pubblicità. Nella forma di un’azienda di pubblicitari che si comprò il brand e decise di marketizzarlo nuovamente. Reinventarono il design e raddoppiarono il prezzo.
A questo punto della storia, siamo a metà inoltrata degli anni Duemila, l’8MM bar sulla Schönhauser Allee è già diventato un’istituzione nel circuito della vita notturna di Berlino. E Olli e soci hanno già aperto anche il Neu! Bar, ed entrambi sono frequentati bene e tanto, e servono e promuovono il liquore. Olli chiamò quindi l’azienda per sentire se non si potesse trovare un accordo: pagare il doppio per lo stesso prodotto con un packaging peggiore non sembrava una buona idea.
Gli risposero che poteva avere in regali i bicchierini da shot promozionali.
E Olli si ricordò della scena punk di Washington dc, dove era cresciuto. Si guardò intorno, e c’era Berlino con le sue distillerie e le sue magie. C’era la sua etichetta – 8MM, appunto – che produceva in quel momento la band The Blue Angel Lounge, che aveva un pezzo che si chiamava Melloch, e che aveva aggiunto un halb und halb al titolo. C’era l’occhio che dalle cover e dai poster degli eventi musicali di 8MM lo guardava. E lo sguardo sembrava dire come on, do it yourself.
E Olli e Noah decisero di fare da sé, e nacque Melloch halb&halb.
La prima volta che vidi la bottiglia di Melloch per qualche strano caso mi risuonava in testa l’urlo di Ginsberg. Il nome ricordava quello del demone. Poi guardai meglio la bottiglia, e l’occhio mi guardava, e decisi che dovevo assaggiare qualunque cosa fosse ad uscire da quell’involucro bellissimo. E fu un’ottima scelta.
Melloch è un liquore alle erbe amaro e dolciastro, “da non bere da soli, ma in compagnia. È il drink perfetto per chi sta dietro al banco”, mi assicura Olli. Ed è il drink perfetto anche per brindare con gli amici a fine serata, dopo un bel concerto e un eccellente dj set nei bar che hanno selezioni musicali tra le migliori in città.
L’etichetta di Melloch Halb und Halb, per me anche la più grande attrattiva del liquore, è opera di Tobias Sawitzki, che si trovò qualche anno fa a creare l’etichetta di Melloch pensando alla storia di Mampe, alla risposta punk alle prepotenze del marketing, alla fascinazione di Olli per l’estetica degli anni Venti, in particolare per le scenografie di Fritz Lang. La lettera M. Metropolis, M, Mabuse, Millimetri. La canzone Melloch halb und halb della band The Blue Angel Lounge, l’occhio dell’etichetta 8MM.
Ne è uscito un capolavoro.
Ok, il diavolo non c’entrava nulla. Ma ogni volta che guardo la bottiglia di Melloch io sento lo stesso versi di poesia.

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