Stadtmodelle – Berlino da guardare e da toccare

Berlino accessibilità
Stadtmodelle

Stadtmodelle 

Am Köllnischen Park 3

10179 Berlin

Aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 – Ingresso gratuito

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Quando accompagno i visitatori in giro per Berlino, specie parlando della geografia della memoria urbana, li invito sempre a far finta di volare. Per immaginare Berlino come scenografia per i movimenti di massa. Per vedere una città verde in mezzo al bosco, per vedere una città piatta e priva di edifici altissimi, per osservare le sue cicatrici ancora ben presenti sul territorio – alcune sono fabbriche in disuso, altre spazi vuoti della città, altre ancora sono opere d’arte piazzate in giro come scarificazioni gradevoli.

L’impresa, lo vedo, è ardua. Anche con la mappa. Non c’è sforzo d’immaginazione né immagine fotografica che tenga, o che renda. ‘Sono confusa, dietro a ogni angolo c’è una città nuova’, mi ha detto di recente una signora in visita dall’Italia. Berlino semplicemente ci sfugge sotto il naso, e lì alberga anche la sua magia, nello sfuggente e nell’inafferrabile. In ciò che non si può dire.

Per scopi pratici tuttavia è utile avere una panoramica sulla città. Uno sguardo dall’alto. Possibilmente non dalla torre della TV, che è troppo alta.

La città di Berlino – la Senatsverwaltung für Stadtentwicklung und Umwelt – ci viene in aiuto con una mostra permanente di modellini della città.

Elaborata dal 2009, esposta dal 2012, l’esposizione Stadtmodelle vi accompagna in un volo attraverso il cielo su Berlino, su quella del passato, del presente e del futuro.

Quattro sono i modellini esposti al piano terra dell’edificio Am Köllnischen Park 3. Di fianco al Märkisches Museum, nella vecchia città di Cölln. Accanto al muro di Berlino e a due passi dal Kit Kat Klub. In un angolo di pianeta che ha visto passare tutte le Berlino della storia.

Mi ci ha accompagnata Ingeborg Stude, che si occupa degli aspetti relativi all’accessibilità per il senato della città di Berlino. Berlino è stata città dell’accessibilità nel 2013. “E fare accessibilità”, precisa Frau Stude “non vuol dire incontrare solo gli special needs delle persone. Ma trovare il punto in cui questi maggiormente convergono con quelli della maggioranza della popolazione, e costruire su quell’equilibrio.”

Due modellini enormi campeggiano in mezzo alla sala, uno orizzontale (1:500), che racconta il cuore della città, e uno a parete (1:1000), che offre una panoramica ancora più ampia; ci mostrano la Berlino degli ultimi vent’anni e quella dei prossimi venti, con la città pre-1989 colorata di bianco, quella post-1989 in color legno, con i dettagli scolpiti negli edifici già realizzati e con forme grezze per quelli in pianificazione.

Un terzo modellino serve per essere toccato. Grazie al lavoro del gruppo Modell+Design della Technische Universität, Berlino è stata resa nei minimi dettagli in un modello pensato per essere esplorato con le dita da chi non ci vede – ma anche dagli altri.

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“A volte i nostri occhi ci rendono ciechi”, dice Annette Müller di Modell+Design. Lei fa parte del team che ha lavorato per anni alla realizzazione di questa miniBerlino (come di altri modellini della città), e ha imparato moltissime cose sull’accessibilità delle città dai collaboratori ipovedenti e non vedenti che hanno partecipato alla progettazione dei modellini. Modell+Design ha lavorato infatti a stretto contatto con le associazioni Deutschen Blinden- und Sehbehindertenverband e. V. (DBSV) e Allgemeinen Blinden- und Sehbehindertenverein Berlin e. V. (ABSV), per rendere con i modellini non solo la forma della città, ma anche i suoi dettagli e l’impressione tattile dei suoi materiali. Per avvicinarsi alla maniera di percepire il mondo delle persone ipovedenti e non vedenti, e capire – e aiutare noi a capire – come questi esperiscano le architetture. Lontani dai modellini in bronzo che si incontrano in genere nelle città, queste riproduzioni di Berlino rendono palpabili gli angoli e i vuoti, la ruvidità della pietra e la precisione dei dettagli decorativi. C’è in più l’audioguida interattiva che riconosce ciò che si sta toccando e lo descrive.

A volte i nostri occhi diventano tiranni della percezione, e la vista soffoca la potenza degli altri stimoli sensoriali. Riprodurre il mondo per, o osservarlo con, chi non lo può vedere può aiutarci a vederlo meglio anche se ci vediamo già bene, a intensificare la forza degli altri nostri sensi.

Nel modellino toccabile di Berlino ci sono alcuni monumenti sospesi nel vuoto, venti centimetri sopra il piano della città: sono ingrandimenti degli oggetti storici più importanti di Berlino. Che permettono di coglierne le proporzioni sempre meglio, di tastarne le forme e i dettagli.

All’altro lato della sala troviamo invece il modellino della Berlino di un’utopia incompiuta e sradicata: una riproduzione di Mitte nel 1989.

C’è il Palazzo della Repubblica, c’è il palazzo del MfAA, c’è Pariser Platz vuota, con la porta di Brandeburgo sola e isolata in mezzo all’assenza del passato. Un centro storico rarefatto e smembrato, che vuole mostrare l’evoluzione della storia stravolgendone le proporzioni.

La mostra, ancora poco pubblicizzata e frequentata, è un gioiello per designer e urbanisti, è un documento importante per gli storici, ed è una risorsa impagabile per le guide turistiche: al chiuso, al caldo, gratuitamente, potrete dare una forma alle vostre parole quando raccontate di una città serpente, che cambia pelle e cresce e smantella e si rifà piccola per poi ricominciare a immaginare utopie.

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