Shot in the dark – ipovisione fotografica // Soberats, Hall e Eckert alla Brotfabrik

Shot in the Dark – Brotfabrik Berlin Weissensee, 13-17 gennaio 2017

Inaugura questa sera 13 gennaio 2017 alla Brotfabrik di Berlino la mostra “Shot in the Dark”, che esporrà per pochi giorni nella galleria le fotografie di Sonia Soberats, Bruce Hall e Pete Eckert.

Tutti e tre hanno gli artisti una disabilità visiva. Sonia Soberats, addirittura, non ci vede proprio per nulla. Ed è proprio lei a dirci che non si è mai davvero in grado di apprezzare la luce, fino a quando non ci si ritrova al buio.

La mostra esporrà 15 lavori dei tre fotografi, stampati in grande formato e resi accessibili da una descrizione audio. L’occasione per l’esposizione è l’uscita nelle sale tedesche del film omonimo.

“Shot in the Dark” è la pellicola del regista Frank Amann, che ha immaginato di girare questo documentario nel 2011. Stava lavorando in California a un altro film sul tema dell’ipovisione. Amann scoprì in quel periodo il catalogo di “Sight Unseen”, una mostra itinerante, che dal 2009 gira per gli States esibendo i lavori di 120 fotografi non vedenti.

Un settore della fotografia che, a partire dalla sua apparente impossibilità, genera l’esplorazione del medium nella sua interezza. L’arte visiva per eccellenza si ritrova, nel lavoro di questi artisti, a dialogare con l’assenza della visione, di ciò che, secondo la definizione classica della fotografia, dovrebbe costituirne il fondamento.

Ma la luce se ne frega che ci sia un occhio in grado di vederla. La luce viaggia più veloce di noi, e colora e dipinge dentro la mente dell’artista, molto prima di impressionare la pellicola. La luce non ha bisogno della mediazione dell’occhio per manifestarsi: bastano la creatività della mente e l’abilità delle mani.

Shot in the dark – Dipingere con la luce

Sonia Soberats lavora principalmente con il light-painting: costruisce i suoi soggetti nella completa oscurità, e genera poi la fotografia in lunga esposizione. Descrive con la luce i dettagli che vuole vedere impressi sul sensore.

Il risultato sono immagini – nel caso di Sonia Soberats soprattutto ritratti – surreali, in cui le pennellate di luce descrivono la scelta dell’artista. Quali dettagli sottolineare, quali bruciare, quali invece lasciare sepolti nell’oscurità e regalare all’immaginazione.

Tutti e tre gli artisti hanno biografie complesse, a tratti tragiche, e patologie che, dalla nascita o successivamente, li hanno progressivamente privati dell’uso della vista. Ma loro, come molti altri, non vivono nell’oscurità. Tutti sono parte di collettivi e associazioni che promuovono l’arte fotografica di e per le persone ipovedenti. Il punto non è giocare con l’impossibile, al contrario. Il punto è che le possibilità con le quali la maggior parte delle persone, soprattutto vedenti, si confrontano quotidianamente, non sono che un frammento minuscolo di quelle che abbiamo a disposizione, e che non vediamo.

“Poiché puoi vedere, non utilizzi la fantasia e i sensi al pieno delle loro potenzialità. Ti accontenti troppo presto”, ha detto Sonia Soberats a Frank Amann. “Le possibilità pratiche dei vedenti prevaricano il loro potere immaginativo.”

Nei cinque giorni di esposizione alla Brotfabrik non saranno solo esposte le opere di Soberts, Hall e Eckert. Ci saranno anche il workshop di light-painting per vedenti e non, gli incontri con gli artisti e la proiezione del film Shot in the Dark.

shot in the dark
Foto: Sonia Soberats

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *