Il Museo dei Colori: “The Pilot Exhibition”

I Musei vivono una dimensione temporale un po’ speciale: l’eterno. Erano già lì quando siamo nati e – se va tutto bene – saranno ancora lì quando ce ne andremo. Nelle loro sale auguste sono custoditi oggetti e idee che aspirano ad avere valore “per sempre”, vengono dal passato e – se va tutto bene – educheranno il futuro. É quindi una cosa straordinaria vedere un Museo nascere ex novo. Ma siccome non siamo più ai tempi dei re illuminati o dei collezionisti filantropi, ci son sempre meno contesse che lasciano i loro salottini alla posterità o Indiana Jones che affondano tra gli aspidi per riportarci i tesori, i Musei del nuovo millennio devono nascere proprio come le nostre serie TV preferite: con un Pilot.

Berlino (dove l’eterno è collassato in un cantiere senza fine) è sembrata alla giovane studiosa Natacha Le Duff la città perfetta per la gestazione del suo progetto: il Museo dei Colori, un luogo dove scienza e culture si mescolano per raccontarci l’essenza dei colori in tutte le sue sfaccettature – ottiche, sociologiche, chimiche, mitologiche-

Dopo anni di lavoro, ricerca, networking il team del Museo dei Colori è ora pronto a mostrare il suo Pilot: a partire da sabato 28 gennaio negli spazi del Flutgraben (Treptow Arena, fermata Schlesisches Tor U1) ogni giorno dalle 15 alle 20.

In questa prima mostra potremo fare esperimenti in un laboratorio dei colori, esplorare una collezione curiosa e surreale dedicata ai colori di Berlino (vi dicon niente i tubi rosa e i tubi blu?) ed entrare in una “Red Room”, dove l’esperienza della monocromia assoluta ci farà scoprire come i colori influenzano la nostra esperienza del mondo, sia fisica sia spirituale. E poi workshop, conferenze, visite guidate e una serie esperienze giocose, chimiche, pasticcione che ci permetteranno di dare un primo sguardo (e magari anche una mano) a questo Museo in fieri.

“Qual è il tuo colore preferito?” non è forse una delle classiche domande che segnano l’inizio di tante nostre storie?

Berlino, che ha fama di essere città un po’ grigia, si è rivelata invece la culla ideale per questo progetto multi-disciplinare e multi-culturale: un melting pot 2.0 che raccoglie persone e idee da tutto il mondo, in un incontro / scontro non sempre facile, ma, proprio come nei migliori esperimenti di laboratorio, capace di generare sorprese. Questo nuovo Museo dei Colori potrebbe veramente diventare lo specchio ideale per rappresentare l’essenza di questa città, la sua “multi-coloralità”.

Nel 2017 vedremo altre due mostre dedicate a questo progetto: dopo il Pilot di gennaio, che cercherà di dare un immagine completa e riassuntiva dell’idea, le esposizioni di giugno e novembre scenderanno nei dettagli, ci aiuteranno a capire finalmente se “quel vestito” era bianco o era blu, perché io ho gli occhi grigi e tu continui a dire che li ho verdi e magari ci racconteranno meglio dove e come questo nuovo museo sarà costruito.

Ovviamente è necessario un po’ di supporto: se è già complicato fare nascere un bambino, figuratevi un Museo. Un Museo poi, che proprio nella sua essenza, chiede la collaborazione di tante mani, di tutti i colori. Quindi, per dirla con le parole del team del Museum of Colors:

“Be as colourful – or black or white – as you like and come by!”

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